martedì 7 febbraio 2012   ::  
Leggi il primo racconto

Per reggere festoni da pochi grammi e disegni di bambini il cemento è uno spreco. Qualunque cosa disegnino i bambini. [continua]

Rassegna stampa

Sandro Dell'Orco, Libri e riviste d'Italia.

Gran bel libro. Che attesta la vitalità e il valore della narrativa italiana contemporanea e il particolare acume dell’editor della Sironi, Giulio Mozzi, non nuovo a queste graditissime scoperte. [leggi]

 

Martina Montauti, Lettera.com. QUANDO LA TECNICA HA UN CUORE.

Sei racconti particolari e fulminanti, che forniscono uno spaccato dell’Oggi tanto paradossale quanto non così lontano dalla realtà delle nostre teste. [leggi]

 

Stefano Spagnolo, Fernandel.

Le coccole sono un estremismo, sono la sovversione e il terrorismo, perseguirle equivale all’impossibile rovesciamento dell’ordine costituito. [leggi]

 

Elisabetta Beneforti, Il popolo del blues. INTERVISTA.

Da dove viene Maurizio Torchio scrittore? Ho fatto il perito tecnico industriale, ed ero il più bravo a fare i temi. Così quando, intorno ai diciotto anni, mi capitò un periodo difficile, mi sembrò naturale rifugiarmi nella scrittura. Cioè rifugiarmi dove ero considerato il più bravo. [leggi]

 

Enrico Remmert, Rolling Stone.

C’è chi sostiene che un editore dovrebbe pubblicare un libro solo se risponde ad almeno uno di questi requisiti: a) fa pensare; b) distrae; c) è una bella storia; d) propone un nuovo punto di vista. [leggi]

 

Elisabetta Beneforti, Il popolo del blues.

Si può parlare di contemporanee mancanze di affetto,di ingiustizie,di torti,razzie,espropri di tenerezza. Si può parlare di un mondo nei cui meccanismi di sottrazione tout court non ci riconosciamo più. [leggi]

 

Renato Barilli, L'immaginazione. SOTTO VOCE O QUASI.

Parlare di Maurizio Torchio significa per me riaprire una piaga, dato che questo giovane autore, poco più che trentenne, ha "letto" nell'ultimo appuntamento reggiano di "Ricercare" (2003) [leggi]

 

Tommaso Giartosio, Fahrenheit. INTERVISTA.

Raramente la tecnologia ha affascinato gli scrittori. Ma quando questo incontro tra letteratura e scienza si e` realizzato (a parte ovviamente la science fiction) i risultati sono sempre stati originali [leggi]

 

Gian Paolo Serino, Kult.

Un esordio che impone subito il suo autore come uno dei talenti più interessanti del panorama narrativo italiano [leggi]

 

Daniela Carmosino, Conquiste del Lavoro. UNA TECNOLOGIA PER INETTI.

Ancora una volta il “marchio” di Giulio Mozzi e della collana Indicativo presente, da lui diretta per Sironi, dimostrano di valere come garanzia di qualità. [leggi]

 

Giuseppe Berta, La Stampa. PASSIONE E DECLINO DI UN DIRIGENTE.

Come volge al termine la carriera di un dirigente industriale di grado elevato? [leggi]

 

Vera Schiavazzi, La Repubblica. C'ERAVAMO TANTO AMATI NEI GIRONI DI MIRAFIORI.

Descrizione minuziosa e nostalgica di un mondo che si sta sgretolando. [leggi]

Scheda tecnologie affettive

In questo libro quanto più una cosa è umana, tanto meno naturalmente accade.

Gli umani di questo libro per nascere, morire, amare, diventare adulti, devono ricorrere a degli artifici.

Per sopravvivere in un ambiente gelido inventano cooperative degli affetti, marmellate di baci, cani, autisti, idoli fotocopiati, donne proiettate, bevande effervescenti.

Molti degli umani di questo libro sono spietati perché affaticati. Perché alla nascita sono i più inermi, e i più nudi, e i più sprovveduti di tutti gli animali. Si strappano le cose, gli affetti e i ricordi di mano tra generazioni, tra classi, tra sessi. Chi ha potere lo usa senza risparmio.

Gli umani di questo libro non bramano la virtualità del cyberspazio, le identità multiple. Hanno nostalgia dell’industria come di qualcosa di solido, monotono, abbondante. Simulano, ma per mancanza di meglio.

Se una realtà, anche una sola, funzionasse, gli umani di questo libro sarebbero felici di tenersi quella.

 

   2004
   Indicativo presente
   Sironi
   pp. 160
   € 13
   ISBN: 978-88-518-0043-7

www.sironieditore.it

Esergo

[…] agli esseri di piccole dimensioni forniva una possibilità di fuga attraverso il volo o una dimora sotterranea; a quelli di grandi dimensioni, invece, assegnava proprio la grandezza come mezzo di salvezza. Secondo questo stesso criterio distribuiva tutto il resto, con equilibrio. Escogitava mezzi di salvezza in modo tale che nessuna specie potesse estinguersi. Procurò agli esseri viventi possibilità di fuga dalle reciproche minacce e poi escogitò per loro facili espedienti contro le intemperie stagionali che provengono da Zeus. Li avvolse, infatti, di folti peli e di pelli resistenti, per difenderli dal freddo e dal caldo eccessivo […]. Ma Epimeteo non si rivelò bravo fino in fondo: senza accorgersene aveva consumato tutte le facoltà per gli esseri privi di ragione. Il genere umano era rimasto dunque senza mezzi, e lui non sapeva cosa fare. In quel momento giunse Prometeo per controllare la distribuzione, e vide gli altri esseri viventi forniti di tutto il necessario, mentre l’uomo era nudo, scalzo, privo di giaciglio e di armi. Intanto era giunto il giorno fatale, in cui anche l’uomo doveva venire alla luce. Allora Prometeo, non sapendo quale mezzo di salvezza procurare all’uomo, rubò a Efesto e ad Atena la sapienza tecnica […].

Platone, Protagora, 321

 

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